Giornalino parrocchiale - Anno 7 - n 9
Scritto da teresa   
Thursday 03 June 2021
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padre_rija_-_1.jpgIn questo bellissimo dialogo di Gesù con Filippo scopriamo il motivo per cui Egli è venuto, mediante il mistero dell’incarnazione ad abitare in mezzo a noi: è per farsi conoscere, per fare conoscere a noi il suo mistero, per rivelarci la comunione perfetta d’amore che lo unisce al Padre e che fa di loro una cosa sola e per comunicare a noi questo amore affinché anche noi possiamo entrare in comunione d’amore con Lui e il Padre. La nostra fede in Lui quindi non fa altro che portarci a questo: cioè ad avere più conoscenza di Lui e  a vivere in comunione con Lui e il Padre. Con la fede infatti, accogliamo la sua rivelazione e la sua comunicazione d’amore. È proprio questo mistero della comunione perfetta d’amore tra il padre e il figlio che contempliamo nella festa della Santissima Trinità che la chiesa celebra in questa domenica. Con la nostra preghiera in questo giorno solenne lodiamo e benediciamo Dio Uno e Trino, contempliamo il mistero d’amore che fa delle tre persone divine una cosa sola, adoriamo il Padre Creatore, il Figlio Redentore e lo Spirito Consolatore e rinnoviamo il nostro impegno di fare della nostra vita, della nostra comunità, della nostra famiglia un’immagine visibile della Trinità. Il mistero di Dio Uno e Trino infatti ci illumina e la sua presenza amorevole accanto a noi ci dice che, nonostante la diversità, possiamo fare unità e possiamo essere una comunità, una famiglia di persone animate dall’amore (cioè dall’aiuto vicendevole, dal rispetto e servizio reciproco, dal perdono e dalla condivisione) che sa camminare insieme con gioia per arrivare insieme alla stessa meta: il cielo.

      Buona festa della Santissima Trinità a tutti.

 

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Mongolfiere verso il cielo

Alla sommità della collina eravamo sazi di ridere, scherzare, cantare, urlare. I ragazzi erano sudati, e per non esporci all'aria ci radunammo nel cortile del santuario. Fu subito distribuito il necessario per calmare il vigoroso appetito. Dopo un po' di riposo, li radunai e narrai minuziosamente la meravigliosa storia di quella basilica, delle tombe reali che conserva nei sotterranei, dell'Accademia Ecclesiastica' che vi era stata eretta da re Carlo Alberto con l'appoggio di tutti i vescovi dello Stato.

Don Guglielmo Audisio, preside dell'Accademia, regalò a tutti il pranzo. Il parroco aggiunse il vino e la frutta.

Per due ore, nel pomeriggio, visitammo i luoghi più interessanti. Poi ci radunammo in chiesa, dove era arrivata molta gente. Alle 15 salii sul pulpito e feci un breve discorso. Prima della benedizione eucaristica i nostri « cantori » eseguirono un bel Tantum Ergo per voci bianche. La gente ascoltò ammirata. Alle 18, sul piazzale, abbiamo lanciato verso il cielo alcune mongolfiere. Poi ringraziammo vivamente chi ci aveva ospitato con tanta cordialità, e ripartimmo per Torino. La strada fu percorsa tra un continuo cantare, ridere, correre, pregare. Giungemmo in città. Man mano che qualcuno passava vicino a casa sua, ci salutava. Quando arrivai al Rifugio rimanevano con me sette o otto giovani dei più robusti. Mi avevano aiutato a riportare gli attrezzi, i canestri, il tamburo.

 

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ISTITUTO FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE

CRONISTORIA

1844-45 - E il seme rimane sotterra per lunghi anni ancora, mentre Giovannino - guidato a sorretto dai «sogni » che ad intervalli si ripetono per delineargli sempre più chiaramente il disegno di Dio a suo riguardo - lascia la tenuta Moglia, riprende gli studi di latinità, entra nel Seminario di Chieri, é consacrato sacerdote, e dà principio in Torino all’opera tipicamente sua: gli oratori per i ragazzi.

Nel 1844, trascorse le ferie autunnali in Castelnuovo e compiutavi la predicazione per la festa della Madonna del Rosario, tornava al convitto in Torino, presso l’impareggiabile conterraneo, maestro ed amico don Cafasso, suo direttore spirituale.

Don Bosco al «Rifugio»

«Dopo qualche giorno don Cafasso, presolo in disparte, gli domandò con accento di bontà: - Perché non mi chiedete quale sia la vostra destinazione?

- Perché - rispose don Bosco - io voglio riconoscere la volontà di Dio nella sua deliberazione; e molto mi preme di nulla mettere di mio; mi mandi in qualunque luogo le piaccia, io parto subito.

- Orbene, fate fagotto e andate al Rifugio. Là farete da direttore del piccolo ospedale di s. Filomena e intanto, insieme col teologo Borel, lavorerete a vantaggio delle giovi nette di quell’Istituto della marchesa Barolo. Iddio non mancherà, anche nell’opera del «Rifugio», di farvi conoscere, in appresso, quanto dovrete fare per i poveri fanciulli».

L’ospedale di s. Filomena era un’opera a vantaggio delle bambine inferme; il «Rifugio» era un insieme di istituzioni femminili fondate e sostenute dalla marchesa di Barolo. Questo gruppo di Istituti era il campo destinato, allora, a don Bosco dalla volontà di Dio, espressa per mezzo di don Cafasso.

Don Bosco da tale opera, diametralmente opposta al suo ideale, non rifugge; anzi vi si dà più e meglio di quanto non si sarebbe aspettato, e il suo dovere non richiedesse. Si dà con cuore di padre, di fratello, di apostolo.

«Lungo la settimana egli aiutava il teologo Borel nella direzione delle suore e delle figlie pericolanti; faceva scuola di canto ad un coro di queste; dava regolarmente lezione di aritmetica ad alcune delle religiose che si preparavano ad essere maestre; confessava, predicava e teneva conferenze sulla vita e sulla perfezione monastica».

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fatima.jpgPensieri tratti dall’omelia di Padre Rija

Continuiamo a guardare Maria in modo speciale, dopo aver vissuto intensamente e in modo più spirituale la festa della Madonna della Grazia. Oggi onoriamo la Madonna di Fatima, la Madonna che vuol far sentire la sua vicinanza a noi suoi figli. La pienezza della sua maternità si attua sotto la CROCE “donna ecco tuo figlio”. Il 13 maggio 1917 è apparsa a tre pastorelli che mentre pascolavano, pregavano.  La devozione mariana è stata inculcata ai piccoli dalla famiglia tanto devota della Madonna e soprattutto tanto religiosa che ha saputo educare i figli alla fede, alla vita cristiana. Oggi rinnoviamo il nostro impegno: educare i piccoli alla fede.  Maria sceglie i piccoli nelle sue apparizioni perché questi hanno bisogno di lei, sono desiderosi di avere l’aiuto di Maria.                                           

  “Beati i poveri in spirito” 

Per fare esperienza di Maria, bisogna desiderare la sua intercessione.           Dio si serve di Maria per mandare i suoi messaggi di preghiera, di conversione, di amore, di misericordia. I piccoli sono più pronti ad accogliere ogni messaggio nella loro semplicità e povertà di spirito.                                                  

Preghiamo perché lo Spirito Santo ci guidi, ci illumini e non faccia spegnere l’entusiasmo di annunciare e donare per essere testimoni credibili del Vangelo di Gesù ed essere sale della terra e luce del mondo.

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Pensieri tratti dall’omelia di padre Rija            a cura di Tonia D’Angella

Ascensione di Gesù Cristo, cioè Gesù sale in cielo. Ma dov’è il cielo? E’ il 

luogo dove Dio dimora, quindi dove “ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sottoterra e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore”, così leggiamo nel Vangelo.                                                                                                                                       Gesù è andato a sedere alla destra del Padre, quindi il cielo è stare presso il Padre e Gesù è sceso sulla terra per prenderci e portarci con Lui, dove è andato a prepararci un posto.
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L’Ascensione di Gesù ci dice che il nostro pellegrinaggio terreno ha una meta: andare presso il Padre attraverso Gesù. Egli oggi sale al cielo, ma tornerà per prenderci quando meno ce l’aspettiamo per cui dobbiamo essere sempre pronti. In questo giorno, che ai nostri occhi potrebbe sembrare di tristezza, Gesù ci colma di una cura particolare, addirittura ci affida un compito straordinario “Andate in ogni luogo e predicare il Vangelo”. Ecco la MISSIONE affidata ad ognuno di noi dal giorno del Battesimo “ANNUNCIARE LA BUONA NOTIZIA” perché ognuno si converta e creda che  il regno di Dio è vicino…. Oggi a noi il compito di impegnarci per portare la Buona Notizia con Amore.  L’Amore deve essere reciproco, deve portare all’Unità, sopportandoci a vicenda, avere il coraggio di andare controcorrente animati solo dalla Buona Notizia e dalla Parola di Dio.

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Padre Rija ha ricordato la festa del 18 maggio di 13 anni fa quando lui erapadre_alessandro_13_anniversario.jpg ancora studente di filosofia, mentre padre Alessandro insieme ad altri giovani veniva consacrato sacerdote in eterno. Nei loro sguardi  si poteva leggere ancora l’emozione di quei momenti. Tutti noi siamo stati invitati ad accompagnarlo con la preghiera non solo in questo momento, ma sempre e pregare sempre sempre sempre per le vocazioni sacerdotali  e religiose, perché la “messe è molta ma gli operai sono pochi” .  P. Alessandro, con un grande sorriso, ha ringraziato di cuore padre Rija e tutti i presenti.

 

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ingresso_veglia_di_pentecoste.jpgIn occasione del 60°anniversario dell'ordinazione sacerdotale di Mons. Rocco Talucci è stata celebrata una santa messa venerdì scorso per ringraziare Dio e la sera è stata anticipata la Veglia di Pentecoste, alla quale ha partecipato anche Mons. Ciro Fanelli. Durante il momento di preghiera e meditazione Mons. Talucci si è soffermato sul significato della Veglia di Pentecoste che rievoca il ricordo degli Apostoli riuniti nel Cenacolo e della sua importanza. Inoltre si è parlato del valore dei doni dello Spirito Santo e dei sacramenti che servono, ognuno per la propria valenza, ad indirizzare la nostra vita verso la via che ci conduce alla salvezza eterna. Ognuno di noi deve lasciarsi guidare dallo Spirito Santo che sì manifesta in diverse forme, attraverso un discernimento interiore possiamo individuare quale sia quello che maggiormente si addice alla nostra indole e a cui dobbiamo affidarci quando ci troviamo in difficoltà. Oltre a questo momento di ringraziamento per l'ordinazione sacerdotale di Mons. Talucci ci saranno altri due momenti che si avranno presso le altre parrocchie della nostra città : uno al Sacro Cuore in occasione della festa del Sacro cuore e l'altro a luglio in Cattedrale .                        Antonella Talucci

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Per la festa di Maria Ausiliatrice i giovani della Ags della Parrocchia Immacolata e i loro genitori si sono riuniti in preghiera durante la celebrazione della santa messa. Dio Padre ha voluto Maria come aiuto del suo popolo cristiano e noi suoi fedeli la veneriamo come modello di ogni virtù e la invochiamo chiedendole di accoglierci tutti sotto il suo santo manto.

San Giovanni Bosco era molto legato alla figura di Maria Ausiliatrice ed è per questo motivo che tutti i giovani salesiani della nostra Parrocchia, insieme a tutta la Famiglia salesiana  seguace di don Bosco, hanno voluto festeggiare la vergine Ausiliatrice  pregando e affidandole la cura dei giovani, in particolare quelli che quest'anno sono impegnati con gli esami di maturità.                                                Antonella Talucci

La nostra parrocchia ha sempre qualcosa di bello da proporci e farci vivere. Così ieri, festa di Maria Ausiliatrice, abbiamo goduto momenti di intensa spiritualità durante la celebrazione eucaristica.  Tutti i riti della cerimonia sono stati curati nei minimi particolari, senza enfasi, con la giusta sobrietà e tutto ciò ha reso alla comunità presente un momento di grande gioia e spiritualità. Ringraziamo e raccomandiamo alla protezione di Maria Ausiliatrice il parroco padre Riza per la sua guida attenta e generosa verso tutto il gregge parrocchiale a lui affidato, don Danilo, attento e disponibile supporto in tutti i momenti della vita di parrocchia ed in fine un plauso agli operatori dell’oratorio che, guidato dalle note capacità organizzatrici di Teresa Filidoro, hanno reso la celebrazione eucaristica uno dei momenti più importanti del nostro cammino religioso in compagnia e con l’insostituibile AIUTO della nostra Madre celeste. 

                                                                              Donatella Spennacchio

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La presenza da tanti anni dell'associazione giovanile salesiana porta gioia nella comunità parrocchiale. Il nostro parroco ha espresso questa gioia nella messa dedicata alla protettrice di tutti noi, Maria Ausiliatrice, ricordando l'umiltà di Colei che ha detto “sì” senza esitare. Come Don bosco guardava Maria come "Colei che ha fatto tutto", anche noi guardiamola come la nostra madre, il mezzo più puro per arrivare a Dio. Prendiamo esempio da tutti i ragazzi che, imitando l’amore di Don Bosco per Gesù, Maria Ausiliatrice e il papa, hanno raggiunto la santità e condividiamo la stessa loro allegria con tutti quelli che ci circondano.                                                               Mariamichela

La Chiesa universale vive, nonostante le limitazioni dovute alla Pandemia, momenti di particolare fervore religioso, forse dettato anche dalla continuità degli avvenimenti: Novena e festa della Madonna della Grazia, Festa della Madonna di Fatima e di Santa Maria Domenica Mazzarello, Ascensione del Signore, Novena  e Veglia di Pentecoste, Festa di Maria madre di Dio e Aiuto dei Cristiani e quelli che ancora seguiranno.                                                                                                                Ringraziamo il Signore che ci concede di vivere giorni di intensa spiritualità che giovano alla nostra anima e rendono forte e robusta la nostra fede per poter  rendere gloria e lode alla ss. Trinità.

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Ultimo aggiornamento ( Thursday 03 June 2021 )