Giornalino parrocchiale - Anno 6 - n 15
Scritto da teresa   
Tuesday 18 August 2020
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padre_rija_-_1.jpgAffidiamo l’umanità sofferente all’amore misericordioso di Dio.

Preghiamo per le vittime delle calamità, le tante famiglie che stanno nel dolore, nella povertà, nel bisogno; preghiamo per gli ammalati, gli anziani, tutte le persone più deboli e i cristiani perseguitati. Affidiamo tutti all’intercessione di Maria. Preghiamo veramente affinché tutti gli uomini siano capaci di solidarietà e di condivisione e la Chiesa sia in mezzo a loro testimone di giustizia e segno visibile di comunione e di misericordia divina. Compito di ogni cristiano infatti è portare Gesù, Luce e pane della vita, ad ogni persona che incontra, attraverso la sua fedeltà al vangelo. Noi tutti siamo invitati a fare della nostra vita un annunzio di speranza in un mondo nuovo in cui regna la giustizia di Dio e la sua pace per essere luce del mondo e sale della terra. Dobbiamo iniziare questo cammino nella nostra comunità aiutandoci reciprocamente con lo spirito di servizio, la solidarietà, il perdono, il dialogo sincero e la condivisione. Alla base di tutto ciò deve esserci l’umiltà che consiste nello scegliere l’ultimo posto. Preghiamo quindi affinché cresca in ognuno l’umiltà di Gesù, di colui che si è fatto il più piccolo di tutti, così attraverso di noi, della nostra vita comunitaria, la nostra chiesa sia segno della presenza di Dio, che ama e custodisce il suo popolo, soprattutto i più deboli.

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don_cafasso_e_un_ragazzo_carcerato.jpgRagazzi dietro le sbarre

 Don Cafasso da sei anni era ormai la mia guida spirituale. Se ho fatto qualcosa di bene nella vita lo devo a lui. Domandavo il suo consiglio in ogni scelta, ogni progetto, ogni orientamento del mio lavoro sacerdotale. Egli cominciò a condurmi a visitare i carcerati. Nelle prigioni imparai a conoscere quanto è grande la malignità e la miseria degli uomini.

Vedere un numero grande di ragazzi tra i 12 e i 18 anni, sani, robusti, intelligenti, vederli là oziosi, tormentati dalle cimici e dai pidocchi, senza pane e senza una parola buona, mi fece inorridire. 

Quei giovani infelici erano una macchia per la nostra patria, un disonore per le famiglie. Erano umiliati fino alla perdita della propria dignità. Quello che più mi impressionava era che molti, quando riacquistavano la libertà, erano decisi a vivere in maniera diversa, migliore. Ma dopo poco tempo finivano di nuovo dietro le sbarre.

Cercai di capire la causa, e conclusi che molti erano di nuovo arrestati perché si trovavano abbandonati a se stessi. Pensavo: «Questi ragazzi dovrebbero trovare fuori un amico che si prende cura di loro, li assiste, li istruisce, li conduce in chiesa nei giorni di festa. Allora forse non tornerebbero a rovinarsi, o almeno sarebbero ben pochi a tornare in prigione». Comunicai questo pensiero a don Cafasso, e col suo aiuto cercai il modo di tradurlo in realtà. Avevo molta confidenza nel Signore, perché sapevo che senza il suo aiuto ogni nostro sforzo è vano.

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In questa settimana si è parlato della moltiplicazione dei pani e dei pesci ed ho imparato che “condividere” è davvero importante e che non bisogna rifiutare il cibo perché ci sono tanti bambini che ogni giorno frugano nella spazzatura sperando di trovare del cibo e quindi dobbiamo ringraziare Dio perché ogni giorno ci fa mangiare in salute.                              (Amanda)

Ho imparato a condividere tutto quello che ho con gli altri.

Gesù ha dato da mangiare a 5.000 persone con 5 pani e 2  (anonimo)

Le cose che ho imparato in questa settimana all’oratorio sono: condividere le cose che ho se qualcuno ne ha bisogno, poi l’amicizia e infine bisogna ascoltare sempre la Parola di Dio.                                                       (Sofia)pasta_per_portapenne.jpg

Questa settimana ho imparato che bisogna condividere le nostre cose con i bisognosi.  

                                           (Alessandro Stenta)

In questa settimana ho imparato la condivisione grazie al brano del Vangelo che trattava di un ragazzo che possedeva 5 pani e 2 pesci, ma 5.000 uomini non avevano niente. Allora Gesù chiamò il ragazzo e pronunciò una benedizione e i 5.000, senza contare donne e bambini, mangiarono a sazietà e avanzarono anche 12 ceste                                           (Giada M.)

 riflettiamo.jpgQuesta settimana ho imparato che non bisogna far seguire le indicazioni degli animatori e dal brano del Vangelo dei 5 pani e due pesci ho capito cosa vuol dire condivisione.                                     

                                                             (Elvira)

In questa settimana ho imparato che dobbiamo condividere le cose che Gesù ci ha dato.                                          (Laura)

Io in questa settimana ho imparato a non dire bestemmie e parolacce.                                                                                                

                                                                                                          (Piernicola)

In queste settimane ho imparato che bisogna condividere e non dire parolacce.          (Alessandro Santarsiero)

albero_genealogico.jpgOggi mi impegno a utilizzare utilmente i doni che mi hanno dato con tanto amore, ma ho anche capito, grazie a questa esperienza che bisogna condividere.  

                                                         (Saverio)

 

 

Nella quinta settimana abbiamo parlato molto del CREATO.

Le piante, i fiori, l’erba, l’acqua che li irriga: quanta bellezza, quanta sapienza e quanta meraviglia in questo giardino! E quanta meraviglia nella natura che ci circonda. Avete mai provato a prendervi un po’ di tempo e a sedervi su di un prato per guardare un bel tramonto? O a rimanere ad occhi aperti davanti a una montagna? Tutto quello che proviamo davanti allo spettacolo della natura dovrebbe farci stare sempre più attenti nel coltivare e custodire il creato, proprio come Dio aveva detto ad Adamo.eliana_e_annalisa.jpg

Nei giorni della quarantena la natura, purtroppo troppe volte danneggiata dai nostri comportamenti sbagliati, ha ripreso a respirare. Questo ci insegna che la cura della nostra casa, la casa di tutti, cioè il pianeta Terra, è fondamentale sia per vivere meglio noi, sia per chi verrà dopo di noi. Durante questa estate siamo chiamati allora a riscoprire la natura, a tornare a vivere all’aperto, ma a farlo nel modo giusto, custodendo con amore quanto ci sta attorno.

QUARTA SETTIMANA

PREGHIAMO PER IMPARARE A CONDIVIDERE

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“Signore Gesù,

rendici coraggiosi,

nell’offrire la nostra povertà,

le piccole cose che abbiamo

e il poco che siamo.

Ciò che ci salverà sarà l’amore

e ciò che ci sfamerà sarà il coraggio

di donare noi stessi con semplicità.

Amen.

 

 

 QUINTA SETTIMANA

PREGHIERA PER LA NOSTRA TERRA

 

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Dio Onnipotente,

risana la nostra vita

affinchè proteggiamo il mondo

seminiamo la bellezza 

e non inquinamento e distruzione.

insegnaci a sciprire il valore di ogni cosa,

a contemplare con stuporer il CREATO.

Grazie perchè sei  con noi tutti i giorni

Sostienici, per favore, nella nostra lotta

per la giustizia, l'amore e la pace. Amen.  

 

 SESTA SETTIMANA

PREGHIERA PER IMPARARE E STUDIARE

 

 

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“Signore aiutami a studiare,

mantieni sveglia la mia mente,

fammi fare buon uso del tempo

che mi doni senza sprecare nemmeno un istante.

Fammi crescere ogni istante

nella Tua grazia e nel Tuo amore.

Fa’ che il mio studio sia sempre a

disposizione  di chi mi è vicino oggi  e di chi lo sarà domani,

Sussurrami con amore i concetti più difficili

e io non me li dimenticherò mai,

e ogni pagina che studio sarà un incontro segreto con te. Amen”

 

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Ultimo aggiornamento ( Tuesday 18 August 2020 )