Giornalino parrocchiale - Anno 6 - n 14
Scritto da teresa   
Saturday 25 July 2020
frontespizio_anno_6_n_14.jpg
chi__mia_madre.jpg

padre_rija_-_1.jpgRispondendo a colui che gli diceva «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti» dice che sua madre e i suoi fratelli non sono quelli che stanno fuori e cercano di parlargli ma quelli che stanno dentro con Lui e che si siedono attorno a Lui per ascoltarlo. Appartengono a Lui, sono coloro che con docilità accolgono la sua parola e la mettono in pratica. Con questa sua risposta, dice di Maria come sua madre anche spirituale perché più di lei non c’è nessuno che ha saputo accogliere e conservare nel cuore perfettamente la parola di Dio e obbedire con fedeltà, fino alla fine, alla sua volontà: «Eccomi sono la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua parola». Per avere anche noi, spiritualmente, un legame parentale con Gesù, dobbiamo innanzitutto stargli vicini, sederci accanto Lui per accogliere da Lui la parola di vita eterna, come ha fatto Maria, la sorella di Lazzaro e Marta, che sedendosi ai suoi piedi, per ascoltarlo, ha scelto la parte migliore, poi cercare di mettere in pratica ciò che abbiamo sentito e ascoltato dalla sua bocca.

Perciò nella preghiera bisogna dare spazio a Gesù di parlarci e dedicare tempo per ascoltarlo e dire:

«Parla Signore che il tuo servo ti ascolta ».

memorie_106.jpg

Don Cafasso, la guida spirituale

Braccio destro del teologo Guala era don Cafasso. Egli riuscì a sciogliere l'ultimo ghiaccio che rimaneva tra probabilioristi e probabilisti con una calma imperturbabile, una carità delicatissima, usando tanta prudenza e tanta finezza.

Un altro uomo molto prezioso del Convitto era il teologo Felice Golzio. La sua vita modesta fece poco scalpore, ma fu un aiuto inestimabile per don Guala e don Cafasso, con un lavoro instancabile, una profonda umiltà e una mente limpidissima. Questi tre grandi preti di Torino lavorarono con vero zelo nelle carceri e negli ospedali, sui pulpiti e nelle case dei malati. I frutti della loro carità beneficarono città e paesi, entrarono nei palazzi dei ricchi e nelle case dei poveri. Furono questi i tre modelli che la divina Provvidenza mi pose davanti. Dipendeva solo da me copiarli nella mia vita.

Ragazzi dietro le sbarre

Don Cafasso da sei anni era ormai la mia guida spirituale. Se ho fatto qualcosa di bene nella vita lo devo a lui. Domandavo il suo consiglio in ogni scelta, ogni progetto, ogni orientamento del mio lavoro sacerdotale. Egli cominciò a condurmi a visitare i carcerati. Nelle prigioni imparai a conoscere quanto è grande la malignità e la miseria degli uomini. Vedere un numero grande di ragazzi tra i 12 e i 18 anni, sani, robusti, intelligenti, vederli là oziosi, tormentati dalle cimici e dai pidocchi, senza pane e senza una parola buona, mi fece inorridire. Quei giovani infelici erano una macchia per la nostra patria, un disonore per le famiglie. Erano umiliati fino alla perdita della propria dignità. Quello che più mi impressionava era che molti, quando riacquistavano la libertà, erano decisi a vivere in maniera diversa, migliore. Ma dopo poco finivano di nuovo dietro le sbarre. Cercai di capire la causa, e conclusi che molti erano di nuovo arrestati perché si trovavano abbandonati a se stessi. Pensavo: “Questi ragazzi dovrebbero trovare fuori un amico che si prende cura di loro, li assiste, li istruisce, li conduce in chiesa nei giorni di festa. Allora forse non tornerebbero a rovinarsi, o almeno sarebbero ben pochi a tornare in prigione. Comunicai questo pensiero a don Cafasso, e col suo aiuto cercai il modo di tradurlo in realtà. Avevo molta confidenza nel Signore, perché sapevo che senza il suo aiuto ogni nostro sforzo è vano.

chi__madre_mazzarello_6.jpg
affamati_e_assetati.jpg
oratorio_estivo-i_nostri_pensieri.jpg

Oggi si è conclusa la terza settimana di oratorio estivo “alternativo”. Ovviamente non è semplice per i bambini, né per gli animatori, rispettare distanze, igienizzare aule e superfici di contatto, tenere le mascherine per 4 ore al giorno, igienizzare continuamente le mani, però è quello che bisogna fare per permettere all’oratorio di proseguire. Nonostante ciò, non manca l’affetto che trasmettiamo ai bambini, non mancano i lavoretti, non manca il divertimento e la formazione religiosa ma dobbiamo essere bravi a trasmettere loro il sorriso, anche se nascosto dalle mascherine. (Marika)

I bambini scrivono:

L’oratorio fino ad oggi è stato bellissimo, tranne per il COVID 19, che si sta espandendo in tutto il mondo. Con questo virus dobbiamo tenere sempre la mascherina, stare sul proprio pallino ed è davvero brutto. (Alessandro)

L’esperienza all’oratorio mi è sempre piaciuta, ma quest’anno è diverso, ma con le nostre forze riusciremo a vincere anche questa partita.

(Giada Maria)

Era più bello l’anno scorso senza le mascherine, ma è bello comunque. Ci sono meno bambini. (Raffaella)

Per me l’oratorio è molto importante perché ho conosciuto nuove persone. L’Oratorio è molto divertente con giochi, recite, balli e canti. L’oratorio è molto bello. (Laura)ballo_summerlife_in_cortile.jpg

Per me l’oratorio è qualcosa di importante perché ti puoi divertire, puoi giocare, puoi ballare, cantare, insomma puoi fare tantissime dose. Grazie a questa esperienza ho scoperto tante cose e particolarmente l’amicizia. (Sofia)

 

Per me l’oratorio è divertimento perché giochiamo, balliamo e facciamo lavoretti. Io mi diverto molto. (Carlotta)

magliette.jpgL’esperienza che ho vissuto in queste tre settimane è stata molto intensa e sicuramente anche più bella rispetto a quella dello scorso anno perché quest’anno è tutto molto più preciso e quindi posso dire che queste prime tre settimane di oratorio le ho vissute bene.

(Amanda)

Anche quest’anno frequento l’oratorio e sono felice perché sono impegnata la mattina. A me piace frequentarlo perché facciamo tante cose nuove e giochiamo. E’ proprio una bella esperienza. (Elvira Irma)

piantina_di_casa.jpg

Nel prossimo numero racconteremo ancora tante esperienze e soprattutto le riflessioni sui brani del Vangelo che ogni settimana ci sono stati proposti, tutti molto belli, accompagnati da canto e recitazione .

 PRIMA SETTIMANA

PREGHIAMO PER LA FAMIGLIA

 

famiglia_come_nazaret.png

 

“Padre dei cieli,

che nella Santa Famiglia

ci hai dato un modello di vita,

aiutaci a fare della nostra famiglia

un’altra Nazareth

dove regnano l’amore, la pace e la gioia”

Amen

 SECONDA SETTIMANA

PREGHIERA DELLO SPORTIVO

 

bambini_che_fanno_sport.jpg

 

Signore Gesù,                                                                              insegnami a giocare

la mia partita,

indicami il mio ruolo

in campo,

incoraggiami a lottare

e dare sempre il meglio

di me stesso”

Amen

 TERZA SETTIMANA

PREGHIERA PER LE PERSONE AMMALATE

 

preghiamo_per_gli_ammalati.jpg

 

 

“O Signore Gesù,

Ti offriamo le nostre e le sofferenze degli ammalati

e le uniamo a quelle della tua passione”        Amen

 
passa_parola.jpg
lettori_e_pensiero_130.jpg
Ultimo aggiornamento ( Saturday 25 July 2020 )