Giornalino parrocchiale - Anno 4 - n 25
Scritto da teresa   
Friday 11 January 2019
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immagineaniceto.pngIn questo nostro giornalino vorrei offrirvi il messaggio di Padre Francesco per la celebrazione della giornata mondiale della pace il 1 gennaio intitolato "La buona politica è al servizio della pace". Con il suo augurio: "Pace a questa casa"  all'inizio del nuovo anno, riferendosi alle parole di Gesù in Lc 10, 5-6: «In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!". Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi» il Santo Padre ricorda che la missione dei discepoli di Cristo è offrire la pace ad ogni casa cioè ad ogni famiglia, ogni comunità, ogni paese, ogni continente, ogni persona e al pianeta definito da lui come "la nostra casa comune". Dice che la politica può essere uno strumento favorevole  per costruire la pace se viene esercitata e vissuta con lo spirito evangelico di servizio: «Se uno vuol essere il primo - dice Gesù - sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti» (Mc 9,35) e presa sul serio (Papa san Paolo VI), nei suoi diversi livelli cioè deve essere al servizio dell'uomo, della sua libertà e dignità, della vita, del bene comune, e assicurare un avvenire degno e giusto. Così la politica diventa una forma eminente di carità alla quale anche ogni cristiano è chiamata a vivere nella polis (Benedetto XVI). Ogni impegno e ogni azione dell'uomo deve essere ispirata e sostenuta dalla carità per contribuire all'edificazione di quella città di Dio verso cui avanza la storia della famiglia umana, a cui tutti i politici devono ritrovarsi praticando la giustizia, l'equità, il rispetto reciproco, la sincerità, l'onestà e la fedeltà. Purtroppo, a causa dei vizi della politica (corruzione, negazione del diritto, etc..), essa perde credibilità e di conseguenza anziché è uno strumento per costruire la pace sociale diventa pericolo e causa di sfiducia per i giovani. A questo punto, la politica, perché sia per la pace, deve creare una fiducia reciproca con i giovani riconoscendo i loro talenti e carismi e dandogli la  possibilità di partecipare a un progetto per il futuro, incoraggiandoli a lavorare insieme per il bene comune. Infine, il santo Padre ribadisce che la pace interiore e comunitaria in quanto conversione del cuore e dell'anima ha tre dimensioni  indissociabili: la pace con se stessi (esercizio di dolcezza verso sé stessi), con l'altro ( incontro e ascolto) e con  il creato (riscoprire la grandezza del dono di Dio e il senso della responsabilità) e che la politica della pace può sempre attingere dallo Spirito del Magnificat di Maria, Madre del Salvatore e regina della pace.  Accogliamo questo mandato di Gesù, ricordatoci dal Santo Padre, che ci invia ad essere portatori di pace in ogni casa e ci impegniamo a servire l'uomo promuovendo con parole e opere il dialogo, il rispetto reciproco dei diritti e dignità della persona umana. Buon Cammino a tutti.

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13. Fame di libri - Due terzi della notte a leggere giovanni_bosco_legge.jpg  

Mi direte: «Se passavi tanto tempo a divertirti, quando studiavi? ». Non vi nascondo che avrei potuto studiare di più. Ma per imparare tutto il necessario mi bastava l'attenzione a scuola. In quel tempo avevo una memoria così felice che per me non c'era differenza tra leggere e studiare. Potevo con facilità esporre il contenuto di qualunque libro che avessi letto o sentito raccontare. Mia madre, inoltre, mi aveva abituato a dormire molto poco. Potevo quindi passare due terzi della notte a leggere libri, e spendere poi quasi tutta la giornata in attività libere. Davo ripetizioni e facevo lezioni private. Facevo tutto per amicizia e per carità, non per guadagno. Molti però mi pagavano ugualmente. C'era in Chieri un libraio ebreo, Elia. Feci con lui un patto per leggere tutti gli scrittori classici italiani. Gli davo un soldo per ogni libro che mi prestava, e che gli restituivo a lettura terminata. I volumetti della biblioteca popolare li lessi al ritmo di uno al giorno. L'alba illuminava le pagine di Tito Livio. Nell'anno della quarta ginnasiale lessi gli autori italiani. Nell'anno di retorica attaccai gli autori classici latini: Cornelio Nepote, Cicerone, Sallustio, Quinzio Curzio, Tito Livio, Cornelio Tacito, Ovidio, Virgilio, Orazio ed altri. Quei libri li leggevo per divertimento. Mi piacevano, mi sembrava di capirli perfettamente. Solo più tardi mi accorsi che non era cosi.... (continua)

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Domenica 16 Dicembre nella nostra parrocchia abbiamo organizzato la Festa della Famiglia ,giornata dedicata alla convivialità e alla condivisione; tutta la famiglia parrocchiale era invitata. La giornata è iniziata con la S. Messa  domenicale, terza domenica d ‘ Avvento chiamata domenica della GIOIA ;infatti, Padre RIJA ha riassunto il significato di questa giornata in questa frase "Il cammino dell' Avvento riempie di GIOIA il cuore del credente ,la gioia di sapere che Dio è presente nella sua vita, la gioia della Condivisione e della Giustizia ".Se abbiamo in noi questa gioia e abbiamo il cuore pulito ,Gesù può nascere in ognuno di noi e sarà un vero Natale!.

Abbiamo proseguito la giornata con un momento di riflessione con Padre Cesare ; il tema affrontato è stato , ovviamente, la famiglia. Ha invitato i genitori ad incontrarsi una volta al mese per discutere e confrontarsi su temi importanti che riguardano la famiglia cioè l'educazione dei figli, la relazione tra marito e moglie, la comunicazione tra genitori e figli . Padre Cesare ci aiuterà a capire, volta per volta, come la famiglia cristiana deve affrontare questi problemi. Abbiamo parlato anche del sacramento del matrimonio ,su cui si fonda la famiglia cristiana e sul quale Dio insieme ai coniugi fanno un progetto. Infine ha accennato alla crisi della famiglia, nella società attuale, alla separazione e al divorzio che deriva dal fatto che nel corso del matrimonio si perde di vista il progetto iniziale e si dà spazio alla stanchezza e al poco dialogo .Dopo abbiamo pranzato tutti insieme , condividendo la GIOIA di questa giornata piena di belle emozioni espressa ,poi, con canti, balli e giochi.                            Anna Bruno

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Le classi 3A 4A e 4B della Scuola Primaria "Luigi La Vista" anche quest'anno si sono incontrati nella Chiesa dell'Immacolata per riflettere sull'importanza del Natale nella vita delle famiglie cristiane. Infatti il momento di preghiera è stato condiviso con le insegnanti, i genitori, i nonni e gli zii per emozionarsi e vivere insieme il lieto evento natalizio. Il leitmotiv dei messaggi dei bambini è stata la "barca", simbolo di accoglienza, il cui navigare in questo mondo bombardato da luci ingannevoli, può far salire a bordo ognuno di noi per trovare un porto sicuro e un'ospitalità autentica in nome del Bambinello. Padre Rija ha espresso la bellezza di Gesù come cibo per il nostro cuore e la nostra mente ed ha invitato ogni bambino a seguire la stella come punto di riferimento nella loro vita presente e futura. Il dialogo nato in chiesa ha rafforzato tutta la comunità scolastica presente!     Sonia Mollica   

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Suggestiva l'atmosfera che ogni anno si respira nei giorni che precedono il Natale. Si assiste ad una corsa affannosa per i preparativi natalizi: chi è alle prese con i dolci, chi con l'acquisto dei regali, chi col dare gli ultimi ritocchi al presepe, ecc. Tutto questo si presuppone che venga fatto, senza cadere nell'errore, di dimenticare che al centro dei festeggiamenti vi è Gesù, che con la sua splendida luce, é venuto in mezzo a noi, a far brillare i nostri cuori. Nella nostra parrocchia Padre Riza é stato sempre a disposizione per le confessioni, Mimmo e Tonino per le prove dei canti natalizi. La vigila di Natale è stato l'ultimo giorno di Avvento e ha chiuso anche la cosiddetta novena. La tradizionale Messa di mezzanotte è stata preceduta dalla veglia di Natale, della durata circa di 30 minuti, che si è svolta intorno a letture, canti e preghiere, con la partecipazione di tutta l'assemblea. Toccanti sono state le parole del parroco nell'omelia, durante la Messa di Natale, quando ha parlato del mistero di Natale, che deve offrire un modello da imitare nell'umiltà e la povertà del Signore che giace nella mangiatoia, ma deve anche donarci la grazia di essere simili a Lui. Il figlio di Dio, per la nostra salvezza, si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. È questo il messaggio al centro della Celebrazione del Natale che deve farci riflettere e sperare di diventare persone migliori, capaci di apprendere da Lui atteggiamenti di umiltà, gioia, amore, bontà, vicinanza verso i poveri, tenerezza verso i bambini e diffonderli  in ogni circostanza. La messa è stata animata dal coro della parrocchia, che ha intonato canti tipici della tradizione del Natale, accompagnati dalle note soavi degli strumenti dei ragazzi dell'AGS. Infine ci siamo scambiati gli auguri, degustando il panettone e lo spumante.                                                        Marilena Divietri 

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Ultimo aggiornamento ( Friday 11 January 2019 )