27 aprile 2009 - 21^ Lectio Divina
Scritto da teresa   
Monday 04 May 2009
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 Lectio Divina

con

Padre Orlando Navarra

Canto:

Beati quelli che ascoltano la parola di Dio

e la vivono ogni giorno

La tua parola ha creato l'universo,

tutta la terra ci parla di Te, Signore.

Beati quelli che ascoltano la parola di Dio

e la vivono ogni giorno

Stavano ormai per finire i sette giorni quando i Giudei della Provincia d'Asia, vistolo nel tempio, aizzarono tutta la folla e misero le mani su di lui gridando: "Uomini d'Israele, aiuto! Questo è l'uomo che va insegnando a tutti e dovunque contro il popolo, contro la legge e contro questo luogo; ora ha introdotto perfino dei Greci nel tempio e ha profanato il luogo santo!" Avevano infatti veduto poco prima Tròfimo di Efeso in sua compagnia per la città e pensavano che Paolo lo avesse fatto entrare nel tempio. Allora tutta la città fu in subbuglio e il popolo accorse da ogni parte.

Impadronitisi di Paolo, lo trascinarono fuori dal tempio e subito furono chiuse le porte. Stavano già cercando di ucciderlo, quando fu riferito al tribuno della coorte che tutta Gerusalemme era in rivolta.

Immediatamente egli prese con sé dei soldati e dei centurioni e si precipitò verso i rivoltosi. Alla vista del tribuno e dei soldati, cessarono di percuotere Paolo. Allora il tribuno si avvicinò, lo arrestò e ordinò che fosse legato con due catene; intanto s'informava chi fosse e che cosa avesse fatto.

Tra la folla però chi diceva una cosa, chi un'altra.

Nell'impossibilità di accertare la realtà dei fatti a causa della confusione, ordinò di condurlo nella fortezza. Quando fu alla gradinata, dovette essere portato a spalla dai soldati a causa della violenza della folla.

La massa della gente infatti veniva dietro, urlando: "A morte!"

Sul punto di essere condotto nella fortezza, Paolo disse al tribuno: "Posso dirti una parola?" "Conosci il greco?", disse quello.

Allora non sei quell'Egiziano che, in questi ultimi tempi ha sobillato e condotto nel deserto i quattromila ribelli?".

Rispose Paolo: "Io sono Giudeo di Tarso di Cilicia, cittadino di una città non certo senza importanza. Ma ti prego, lascia che rivolga la parola a questa gente".  Avendo egli acconsentito, Paolo, stando in piedi sui gradini, fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un grande silenzio, rivolse loro la parola dicendo: "Fratelli e padri, ascoltate la mia difesa davanti a voi". Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero silenzio ancora di più. Ed egli continuò: "Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città, formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi. Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne, come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme per essere puniti. Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco verso mezzogiorno, all'improvviso una grande luce dal cielo rifulse attorno a me; caddi a terra e sentii una voce: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti. Quelli che erano con me videro la luce ma non udirono colui che mi parlava. Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che dovrai fare. E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco. Un cero Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti, venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista. Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca, perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito. E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome. Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi e vidi Lui che mi diceva: Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me. Ed io dissi: Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nelle sinagoghe quelli che credevano in te; quando si versò il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano. Allora mi disse: Va', perché io ti manderò lontano, tra i pagani. Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma allora alzarono la voce gridando: "Toglilo di mezzo; non deve più vivere!"

E poiché continuavano ad urlare, a gettar via i mantelli e a lanciar polvere in aria, il tribuno ordinò di portarlo nella fortezza, prescrivendo di interrogarlo a colpi di flagello, al fine di saper per quale motivo gli gridavano contro in tal modo. Ma quando l'ebbero legato con le cinghie, Paolo disse al centurione che gli stava accanto: Potete voi  flagellare un cittadino romano, non acora giudicato?"  Udito ciò, il centurione corse riferire al tribuno: "Che cosa stai per fare? Quell'uomo è un romano!"

Allora il tribuno si recò da Paolo e gli domandò: "Dimmi,  tu sei cittadino romano?" Rispose: "Sì". Replicò il tribuno: "Io questa cittadinanza l'ho acquistata a caro prezzo".

Paolo disse: "Io invece lo sono di nascita!"

E subito si allontanarono da lui quelli che dovevano interrogarlo. Anche il tribuno ebbe paura, rendendosi conto che Paolo era cittadino romano e che lui lo aveva messo in catene. Il giorno seguente, volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i sommi sacerdoti e tutto il sinedrio; vi fece condurre Paolo e lo presentò davanti a loro.

(Atti 21,27-40 / 22,1-30)

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Canto:

Beati quelli che ascoltano la parola di Dio

e la vivono ogni giorno

La tua parola ha creato l'universo,

tutta la terra ci parla di Te, Signore.

Beati quelli che ascoltano la parola di Dio

e la vivono ogni giorno

In nome del Signore Gesù andiamo in pace

Rendiamo grazie a Dio.