30 marzo 2009 - 19^ Lectio Divina
Scritto da teresa   
Wednesday 01 April 2009
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 Lectio Divina

con

Padre Orlando Navarra

Canto:

Beati quelli che ascoltano la parola di Dio

e la vivono ogni giorno

La tua parola ha creato l'universo,

tutta la terra ci parla di Te, Signore.

Beati quelli che ascoltano la parola di Dio

e la vivono ogni giorno

Appena cessato il tumulto, Paolo mandò a chiamare i discepoli e, dopo averli incoraggiati, li salutò e si mise in viaggio per la Macedonia.

Dopo aver attraversato quelle regioni, esortando con molti discorsi i fedeli, arrivò in Grecia.

Trascorsi tre mesi, poiché ci fu un complotto dei Giudei contro di lui, mentre si apprestava a salpare per la Siria, decise di far ritorno attraverso la Macedonia.

Lo accompagnarono Sòpatro di Berèa, figlio di Pirro, Aristarco e Secondo di Tessalonica, Gaio di Derbe e Timòteo, e gli asiatici Tìchico e Tròfimo.

Questi , però, partiti prima di noi, ci attendevano a Troade; noi invece salpammo da Filippi dopo i giorni degli Azzimi e li raggiungemmo, in capo a cinque giorni, a Troade, dove ci trattenemmo una settimana.

Il primo giorno della settimana ci eravamo riuniti a spezzare il pane e Paolo conversava con loro; e poiché doveva partire il giorno dopo, prolungò la conversazione fino a mezzanotte.

C'era un buon numero di lampade nella stanza al piano superiore, dove erano riuniti; un ragazzo, chiamato Eutico, che stava seduto sulla finestra, fu preso da un sonno profondo, mentre Paolo continuava a conversare e, sopraffatto dal sonno, cadde dal terzo piano e venne raccolto morto.

Paolo allora scese giù, si gettò su di lui, lo abbracciò e disse: "Non vi turbate; è ancora in vita". Poi risalì, spezzò il pane e ne mangiò e dopo aver parlato ancora molto fino all'alba, partì.

Intanto avevano ricondotto il ragazzo vivo e si sentirono molto consolati.

Noi poi, che eravamo partiti per nave, facemmo vela per Asso, dove dovevamo prendere a bordo Paolo; così infatti egli aveva deciso, intendendo di fare il viaggio a piedi.

Quando ci ebbe raggiunti ad Asso, lo prendemmo con noi e arrivammo a Mitilène.

Salpati da qui il giorno dopo, ci trovammo di fronte a Chio; l'indomani toccammo Samo e il giorno dopo giungemmo a Mileto.

Paolo aveva deciso di passare al largo di Efeso per evitare di subire ritardi nella provincia d'Asia; gli premeva di essere a Gerusalemme, se possibile, per il giorno della Pentecoste.

 
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Da Mileto mandò a chiamare subito a Efeso gli anziani della Chiesa. Quando essi giunsero disse loro: "Voi sapete come mi sono comportato con voi fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia e per tutto il tempo ho servito il Signore con tutta umiltà, tra le lacrime e tra le prove, che mi hanno procurato le insidie dei Giudei. Sapete come non mi sono mai sottratto a ciò che poteva essere utile al fine di predicare a voi e di istruirvi in pubblico e nelle vostre case, scongiurando Giudei e Greci di convertirsi a Dio e di credere nel Signore nostro Gesù. Ed ecco ora, avvinto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme, senza sapere ciò che là mi accadrà.

So soltanto che lo Spirito Santo, in ogni città, mi attesta che mi attendono catene e tribolazioni. Non ritengo tuttavia la mia vita meritevole di nulla, purchè conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù di rendere testimonianza al messaggio della grazia di Dio.

Ecco ora so che non vedrete più il mio volto, voi tutti, tra i quali sono passato, annunziando il regno di Dio.

Per questo dichiaro solennemente oggi davanti a voi che io sono senza colpa riguardo a coloro che si perdessero, perché non mi sono sottratto al compito di annunziarvi tutta la volontà di Dio.

Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che Egli si è acquistata con il suo sangue.

Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; perfino di mezzo a voi sorgeranno alcuni a insegnare dottrine perverse, per attirare discepoli dietro di sé.

Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato di esortare, fra le lacrime, ciascuno di voi.

Ed ora vi affido al Signore e alla parola della sua grazia, che ha il potere di edificare e di concedere l'eredità con tutti i santificati.

Non ho desiderato né argento né oro, né la veste di nessuno. Voi sapete che alle mie necessità e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani.

In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando così si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Gesù, che disse: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere". Detto questo s'inginocchiò con tutti loro e pregò.

Tutti scoppiarono in un gran pianto e gettandosi al collo di Paolo, lo baciavano, addolorati soprattutto perché aveva detto che non avrebbero più rivisto il suo volto.

E lo accompagnarono fino alla nave.

(Atti cap. 20)

Canto:

Beati quelli che ascoltano la parola di Dio

e la vivono ogni giorno

La tua parola ha creato l'universo,

tutta la terra ci parla di Te, Signore.

Beati quelli che ascoltano la parola di Dio

e la vivono ogni giorno

 

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In nome del Signore Gesù andiamo in pace

Rendiamo grazie a Dio.

Ultimo aggiornamento ( Wednesday 01 April 2009 )